{"id":304,"date":"2025-12-05T10:10:54","date_gmt":"2025-12-05T09:10:54","guid":{"rendered":"https:\/\/poetrypuzzle.it\/?page_id=304"},"modified":"2025-12-05T10:10:54","modified_gmt":"2025-12-05T09:10:54","slug":"libro-115-nel-cosmo-un-po-sospesi-rivestiti-di-anima-rigogliose-creste-donda-la-coscienza-e-il-funerale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/poetrypuzzle.it\/index.php\/libro-115-nel-cosmo-un-po-sospesi-rivestiti-di-anima-rigogliose-creste-donda-la-coscienza-e-il-funerale\/","title":{"rendered":"LIBRO 115  &#8211; Nel cosmo, un po&#8217; sospesi rivestiti di anima rigogliose creste d\u2019onda La coscienza e il funerale"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><b>LIBRO 115<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><b>nel cosmo, un po&#8217; sospesi<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><b>rivestiti di anima<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><b>rigogliose creste d\u2019onda<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><b>La coscienza e il funerale<\/b><\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Il giudice finalmente si \u00e8 distratto<\/b>. Tranquillamente stanno gli uomini guardando. Finalmente sanno stare nel cosmo, un po&#8217; sospesi. La nuova era s\u2019affaccia, dove \u00e8 stabile il destino. Come se tutto fosse evanescente, spettacolo di terre e di poteri. Territorio dell\u2019etica, etiche opposte. Come se il consueto essere svanisse. Lasciate stare il giudice, che codici contorti non risolve \u2013 Nasce la nuova era, dove, integrati al cosmo, sappiamo o non sappiamo. Dove, chi non si compiace, s\u2019arrende, giudicando s\u00e9 stesso e condannando \u2013 Qui si conclude il balordo viaggio: ancora ad attese alterne, senza riparo. Dove, su terra inutile e scoscesa, ritrovai l\u2019approdo. Siamo altrettanto dentro il chiaro che allo scuro.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Il peso non \u00e8 aumentato delle cose, ma lo spirito non le regge \u2013 Non ci siamo accorti del diluvio e di portare in salvo coppie di animali \u2013 Qui, talvolta immersi nel riverbero verde, pensiamo che tutto ci\u00f2 non vada perso, pensiamo che lo spirito si incorpori in un incisione, che il destino sia battuto con malta e faccia intonaco fresco; non mortificati di essere sopra gli animali come, abbiamo vinto la guerra, predatori, dei predatori e vincitori dei vinti. Non c\u2019\u00e8 arca, c\u2019\u00e8 possesso della terra, c\u2019\u00e8 possesso dell\u2019arca che galleggia, e speriamo, e trabocca e ribalta, tentando un inutile approdo al di l\u00e0 del cielo \u2013 Quale mondo vuoi popolare, gi\u00e0 ben fatto di spirito? Come in una marea, l\u2019acqua si ritira e la terra secca, e noi, come granchi, ne traiamo molte opportunit\u00e0, l\u2019acqua ritorna filtrando e gorgogliando, ed espellendo l\u2019aria dai fori. Le voci di donna che chiamano nel cortile, vivaci, ironiche, preludono all\u2019attuale silenzio. Faccio che esista il silenzio \u2013 Faccio che esista il silenzio. A questo fine, empatico, sopravvenuto immobile al contorno e sconosciuto.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Consegno le mie memorie come fossero fragili<\/b>, le conoscenze provvisorie, murate vive, le dimostrazioni, arabeschi o tralicci che arredano l\u2019umano. Quello che vedo \u00e8, tragica \u00e8 la conoscenza, perch\u00e9 scende nel cuore. Quello che avete fatto non sar\u00e0 durevole, signori! Dove il sole risorge e si inabissa, dove il sole viene per le larghe strette. Avvolto in poche parole il succo del sole. Se lo chiudeva in un cartoccio.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Tanta felicit\u00e0 prende un moribondo. La gusto come un sorso. L\u2019amore dopo la vendemmia.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Luna, a chi credi: a me e te, a me, o alle tue stesse bugie? Perci\u00f2 cammino, finch\u00e9 sia tempo che il vero si congiunga alle bugie e dal cavedio veda Giove alto, stralunato \u2013 Cerco follia congiunta ed essenziale. Sciolto, \u00e8 l\u00ec disciolto il vero nell\u2019attesa \u2013 Dal tempo in cui le cose sapevano s\u00e9 stesse, \u00e8 passata la nascita di mezzo, l\u2019emergenza di esseri che la riguardano \u2013 Il gabbiano discende sopra l\u2019aria, la prima brezza, la prima brezza incerta, che increspa e trascorre; le cose si accarezzano ed increspano: io sono l\u2019esistente.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Scendeva per le mura, per tracce d\u2019infinito,<\/b> fontanelle e platani, posseggo \/ il definito. L\u2019anima s\u2019avvolge come in un turbine al respiro.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Delicatamente, scorporando cose, tieni la vita al centro, assapora la vita, ma non ti vuoi mentire, collimando cose, il nucleo \u00e8 estraneo, sorprendentemente simile alla porta d\u2019uscita, a un vero appoggiato come un vaso, dove \u00e8 depositata la sentenza, anzi sopra scritta (sul vaso apulo, coi caratteri sghembi e spigolosi). Non resta che continuare a riempire goccia a goccia. Trasmetti il sogno al sogno, lacera i mondi. Non resta che fuggire al di dentro, verso quella porta, rimpicciolirsi e non cercare la salvezza. Eroi, coi capelli imbiancati, senza forza, erano gi\u00e0 fantasmi di s\u00e9 stessi. Meditavano la speranza con insistenza. Braccia corte e un ventre prominente. Non erano pi\u00f9 loro, erano altri, e cos\u00ec di questo trucco da carnevale, potevano non essere pi\u00f9, trasfigurando. Completare il destino non \u00e8 un gioco, ma solo allora il terrore vedrai nudo. In una camera d\u2019albergo, spaesati. Non sono questi gli eventi salienti, non questi i fatti, gli odori, gli uomini che ci interessano, non la ressa dei suk, i negozianti fastidiosi come le mosche, i graffiti \u2013 Marchi e graffiti dei drogati, non chi s\u2019affaccia, a chi dorme disteso, quanto le lattine sparse. E non parlo di urina, e tutto il sudiciume. E tutto il sudiciume \u00e8 mischiato ai fiori, e tutto l\u2019irrilevante. Questo non \u00e8 uomo, ma poesia. N\u00e9 poesia. Tutto questo \u00e8 scoria: nulla la redime \u2013 Dirada l\u2019uomo e rivedrai la bellezza. Nessun ribrezzo suscita la visione.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Di tutto il mondo che il verme corrode<\/b>, del tortuoso mondo che conosce, di quello che concepisce, delle volute che il fumo varca nell\u2019aria, il fumo filiforme, quello che chiude stretto o ampio, qualcosa vuoi trattenere. Quale vuoi trattenere inalterato? \/ Superfluo sembra tanto, del tutto, e con poca sorpresa ci raggiunge. Troppe cose superflue e leggende. Troppe accessorie. Le volute che hanno cercato le parole, per cercare, contengono l\u2019indispensabile. Per essere di tanti destini, quale tenere sospeso?<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Era ancora notte comunque \/ e sempre vagavi, e sotto traccia restava, nobile, immacolata. Spargi il percorso argenteo di lumaca, per l\u2019universo, in forma di galassia, e aggiungi, aggiungi! Tempera e st\u00e8mpera, sparso \u00e8 il percorso; tieniti stretto alla superficie di quella voragine. Non barcollare! Spargi la vita ad ogni angolo del cielo, tu, lucente lumaca, ancora accetta e vuoi!<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Le nostre offerte non sono bastate. Vedi il tessuto sfilacciato della vita. \u00c8 trasferibile il disegno, non la materia. Dunque tieni il disegno, impara a generarlo. Il monaco non tiene mai la materia. Se la vita si amplifica e s\u2019impara, ogni volta riprende su corpo sano. Solo per oggetti e per significati si scambia la vita, quando coscienza viene a mancare. Prendi coscienza tu, sv\u00e8gliati e cammina. Lavorano come formiche, di nascosto, per formare l\u2019incomprensibile e il segreto, per formare l\u2019essere che sfugge \/ all\u2019essere deponi la coscienza sul guanciale \/ altri la avr\u00e0 per te. Certo, spargi significati, segni di lumaca sparsi. Solitaria la coscienza si guarda snella come un delfino quando salta. Nella voragine che mi divora, a nessuno di voi chiedo salvare. Solo per similitudine delle coscienze, il simile si turba. La vela va pi\u00f9 alta e oscilla al mare. Non puoi essere se non si<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ispecchia. La coscienza d\u2019essere riappare nitida e mostra l\u2019essere del tutto. Raccogli tutto allora, come ho fatto quello sarai, che \u00e8 e sar\u00e0 quel che sei. Aiutami a sentire il margine dell\u2019incompleto! Con quel che vedo, non pi\u00f9 che quel che vedo. Questo ho a disposizione per rappresentare il mio teatro. Questi i miei personaggi, queste le analogie; altre frasi non conosco, ma forse \u00e8 sufficiente anche per chi possiede altro mondo, altri pianeti, per vedere lo stesso ordito, il numero costante \u2013 Per l\u2019orgoglio comune d\u2019esser nati, esseri di universo. Solo questi i nostri animali: questa l\u2019enciclopedia. Difficili scenari, altri scenari non ho mai vissuto e sopra l\u2019uso degli stessi argomenti. Prestami per\u00f2 immagini ulteriori da quel pianeta e stendile sopra il simile tessuto, di amore, guerra, colpe, vita.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Quanto benevolo trovava il popolo, finch\u00e9 era ricco. Facce e animali di altri pianeti, comporrebbero il quadro, con lo stesso stile. Col mio carretto di poesia girovagando. Qui ci sono molte cose, ma non tutte. Tutte non stanno a me comunque. Dentro la scatola si mette il mondo, esseri considerevoli ed estranei, necessari e superflui.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Incontrai il mio sguardo, allora esistevo. Non esiste quello che non sa d\u2019esistere \u2013 Esistere \u00e8 sapersi. Minuscoli destini che si affollavano intorno al Re: scambio di sguardi diffonde nel mercato. Io ho abbassato lo sguardo, non potevo sostenere il mio sguardo terso: l\u00ec cadeva nell\u2019abisso. Se guardo sono nulla, sono di quel che sono guardato.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Ci sono luoghi oscuri, anche a Dio<\/b>, dove non potrebbe essere, come chi lo cerca. Cerca sorvolando. Neanche Dio e i suoi seguaci. Ci sono nicchie nel destino, morte del mondo (intestato) lasciate dai rami secchi del destino. Esisteva e non, a tempi alterni. Sussisteva ad esistere. Senza lo sguardo e gli sguardi d\u2019altri, senza sguardi non \u00e8 mortale. Chiudo le palpebre, elimino la luce, ma non \u00e8 mortale. Nessuno pu\u00f2 uccidere, non guardando: continuer\u00e0, continuer\u00e0 indipendente. Ma non mi posso uccidere non vedendo, io non essendo visto. Il possesso di s\u00e9 persiste. Molte volte pretesi la mia assenza, ma fuggii solo nel sonno, dove la parte spenta non guardava \u2013 Non sottrarti allo sguardo dell\u2019amore, che ti faceva esistere del doppio. Quando neanche il sogno, il sogno inconscio avr\u00e0 portata, ma il sogno avr\u00e0 la sua coscienza d\u2019essere, fragile, rispecchiata \u2013 Lo scenario degli sguardi fa \/ esistere il tempo.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Non era il tuono supremo, ma il Dio parlante, ma il rullo dei tamburi. Erano gli uomini affollati, che guardavano avanti. Rombavano i motori, i fanali avanti; il loro seme dilagava, il loro seme dilagava. I tamburi battevano tremendi, i fanali erano rivolti avanti, erano idee in branco, che vagavano come pesci. L\u00e0 il principe compone perle in collana, ma lo spirito non \u00e8 divino. I popoli forse videro Dio avanti. La vita non possiede nulla di divino. La vita non possiede nulla di divino o permanente, tutto si avvolge e rivolge come l\u2019acqua.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Delle forme che ha mostrato il pianeta, tutte affini, scelgo quelle utili, le altre uccido o tralascio. Cos\u00ec sar\u00e0 salvato il regno, senza spreco. Cos\u00ec, a vari gradi, le cose stanno, ingiusta gerarchia, starebbero i viventi, senza dissidi, utili tutti all\u2019insieme, felici tutti di ammirare ed amare chi sta sopra, rispettare, prendere ed amare chi sta sotto. Gli animali saranno felici di obbedire. Molti nuovi animali per incrocio e predilezione, che i confusi millenni mischiano scriteriati \/ che qualcuno sappia essere imperatore, nessuno sa \u2013 Cos\u00ec affermava, proponeva e diceva, senza fretta. Propizio \u00e8 l\u2019amore e il garbo, per avere civilt\u00e0. La vita non accetta conclusioni.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Se non vuoi stare per la parte che il teatro ti assegna, a questa la coscienza si incrina.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 lo stato delle cose, questa \u00e8 quell\u2019ansia che prende quando il mondo chiude. La meta non \u00e8 in un punto, come se, per progredire, diventassimo microscopici e lontani. La meta \u00e8 ampliare, che si espanda comprendendo, e progredire. Tutto il mio vagare ricomprendo, i frutti dissipati e sparsi. La vendemmia deve ricomprendere quel vino. La vendemmia si barrica del suo vino. Amplieremo la meta adatta a noi, senza pi\u00f9 precetti, colle cose in mano, non idolatrate. I relitti si lasciano in fondo al mare. Terremo cose in mano, a forma d\u2019anima, a forma di sogno. Ora l\u2019uomo stesso avr\u00e0 forma. Non puoi correre, se \u00e8 buio, come le aragoste incappucciate. Precipitare nel buio. Non c\u2019\u00e8 essere che lo voglia \u2013 I tuoi atti non produrranno solo cose; ma l\u2019anima le rivesta \u2013 Cos\u00ec lontano, passato tutto questo, la mente sar\u00e0 svelta come un levriero. Io proseguo nel mondo che scorre. Prendo la guardia e guido. La nostra fuga compete col destino. Non \u00e8 l\u00ec la meta nel punto dove \u00e8 messa. Avremo il cranio di animale, ma la mente divina. Saremo noi stessi il fuoco, il flusso. Avremo sede nell\u2019oltre. Il punto non \u00e8 pi\u00f9 discutere e contraddire, essere le forme stesse. Piano, evolvendo, che siano nel mondo.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Sazio di sonno. \/ Rimbocco i margini \/ della vita e vado altrove. In mezzo ci sar\u00e0 il dubbio e l\u2019incognita frastagliata, ci saranno fessure di luce, rigogliose creste d\u2019onda. Insonne, vado a vedere oltre la morte, dove abitano gli altri. Altrove \u00e8 il ribaltamento di s\u00e9, dove altro continua. Se noi siamo lo stesso essere che continua, se apparteniamo a quello che continua e senza ostacoli, continuiamo come un unico essere, un\u2019unica forma animata, non \u00e8 la coscienza che garantisce, non \u00e8 necessaria \u2013 L\u2019unica intelligenza del pianeta solleva parole. \u2013 Dio delle nubi, ascolta, caotiche e indifese, a noi piace migrare, vogliamo solo essere.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Vidi il vento allineato con la luce, quindi con l\u2019ombra, e ci\u00f2 mi sembr\u00f2 giusto. Ai margini dell\u2019ombra si travasava un pensiero oscuro.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Oggi congiungo i baci alle carezze<\/b>, cos\u00ec io posso fare come il vento, che va e che sta. E se si ferma non esiste \u2013 L\u2019ansia di vivere mi spinge ad attraversare l\u2019esistenza senza sosta. Quel regno, quel castello, denso di r\u00e0ntoli e appest\u00e0to. Tu non vuoi che io sia, tu non vuoi che sia il vento.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Riprendi la parola e Sali il sacro monte. Santo \u00e8 il destino che \u00e8 nel sacello. Vieni ed aggiungi le parole all\u2019uomo. \u00c8 molle quello che \u00e8 senza destino \u2013 Misura il caos, non si distingue. La forma si misura con le forme. Nasce il mondo \u2013 Distingui la propria natura, e aggiungi. Il falcone parte a rotondo e fugge. Non torna con la preda. Ritorna senza preda almeno lui. \/ Cos\u00ec l\u2019ubriaco non conosce ritorno, non conosce la meta, ma amplia il percorso. Chi siete coi che guardate, con sguardi rettilinei, con fuoco negli occhi. Vagare \u00e8 concentrico, ma espande. Ho condotto molti animali al sacrificio, pregando Dio che facesse. Aspettavo che facesse, che governasse fortuna e caso. Vorremmo che facesse del caso \/ destino. Eppure, il destino non \u00e8 quello che accade, ma risiede. Quando il deserto si copre di rugiada e sentore di fieno, <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>scendiamo dai cammelli e sediamo ad assaggiare dalle tazze snelle il destino fermo fra arabeschi orientati. Il cielo, che non ha centro e non ha luogo, serve a ritornare al luogo fatto del nostro centro.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Aspettavano il morto<\/b>, annoiandosi davanti alla chiesa i becchini aspettavano gironzolando, a giri planetari, guardando a terra, contriti per mestiere. La vita appartiene a met\u00e0 a loro e met\u00e0 a lui, e l\u2019altra lui l\u2019ha consumata. La coscienza \u00e8 rimasta a loro, seppure dimezzata. Nessuno urla e non piangono, come si faceva. Guardo l\u2019orologio che non sia mai morto? Potrebbe nascere un contenzioso al pagamento. Pagano i pianeti a met\u00e0, se non sia mai morto; truccami vita, e dammi la speranza! A quella cerimonia non vorrei partecipare. La vita possiede entrambi ma la coscienza si riassorbe e ritira dall\u2019interno, ma se si richiude in un punto, il morto stesso sparisce. Non hanno di che seppellire. Il prete non ha di che benedire, le rose del tempo girandolano cave, come turbini o vortici. Mio compagno, aspetta! Rit\u00ecrati dal rito. Brucia prima che sia tardi la coscienza. Di certo siamo viventi, e l\u2019anima si vede \u2013 Certo festeggiamo i successi e delle costruzioni il tetto, delle frasi la fine, il pi\u00f9 alto stacco dei pensieri \u2013 Quello che resta \u00e8 fermo e inanimato, orgoglioso e protervo, ma non si risolleva la patina che guardiamo. Prendi quello che dico, ripiega e mischia coi tuoi fatti, caso e grande intenzione. Seme, che semina il tuo uovo \u2013 Di quello che hai preso, consegnerai altro, e il malinteso e l\u2019audacia e la contraddizione. Fai pure quel che vuoi della forma e dello stile supera il bello, fai quello che piace, a piacimento \u2013 Risolleva la testa e impara. Invece del morto corpo, seppelliremo papiri, disegni e progetti disegnati. Urla allora e piangi come le megere, se si stracciano, e il ladro, che non trova oro, le disperde. Dammi la chiave dello scrigno, che controlli e cataloghi il lascito e divida, ne faccia parti a chi merita, e nessuna vada a chi lacera e conserva, a chi getta e non cura e non capisce. Ogni opera \u00e8 la parete istoriata dall\u2019ornamento. Ora \u00e8 tardi. Quel che \u00e8 compiuto resta. Il resto si rimescola nel vento o sommerge nell\u2019acqua. Corro all\u2019appuntamento, per non essere scortese colla loro forza \u2013 Capaci d\u2019essere! Il nostro mondo stava l\u00ec, scucito.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Spacca la rete e fugge, trasversale. Non fu pi\u00f9 visto. Nessuno sopravvive alle tigri e agli uomini del bosco. Ma raggiunsi il luogo, dove il mare \u00e8 fermo al primo sole. Le giostre non girano \u2013 Il vento lieve si infraguglia come la lingua stretta della fiamma: i miei segni illeggibili ritrattano le forme \u2013 Tu, col tuo cuore stretto, mi spaventi: essere di superficie \u00e8 l\u2019uomo \u2013 In tutto l\u2019uomo \u00e8 essere di l\u00e0 l\u2019orizzonte e in mediano, in mezzo l\u2019ombra che divide, la follia della farfalla alla risacca, perch\u00e9 non regge la notte la farfalla \u2013 Raccolgo fermenti di risciacquo a te che leggi. Tu che rileggi per sapere \/ dove stanno le cose. Tu che sei abile nel bacio. Tu che vivi nel suono delle rocce al mare perturbato. Un sasso tocca un altro sasso, all\u2019occasione. Cos\u00ec, nacque l\u2019acqua, lenta ed inquieta. Cos\u00ec, dentro ad essa, consci che il futuro mi riavvolge. Le case si svestono dall\u2019ombra, rilasciando il manto a terra. L\u2019uomo si ricontiene. Sotto la luna bruciata, sotto il soffitto terso. Seguendo il piatto volo, mischio le mete \/ e sciolgo nell\u2019acqua le parole. Alle spalle ti genera ed incalza, sopra \/ sedimenti del caso e della fortuna, non quelli \/ che indietreggiavano, tu lo senti alle spalle, lento, senza riposo.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Forse pensavo all\u2019essere quando di sostanza bruna mi cerc\u00f2, mi rivide, mi sent\u00ec nel suo grembo. Fu due volte ogni cosa. Qualche ansa di porto, non qualcuno, non vide. Questo era il doppio fiore d\u2019universo. Tutto era contento nelle semplici combinazioni. Tutto perci\u00f2 nasceva e sapeva nascere. Dove oltre, dove questo? Ed il fiore \u2013 Quando aspettavo d\u2019esistere navigavo tosto in questa mattina. Dietro la torre si taglia \/ l\u2019orizzonte. Nulla che teme d\u2019essere questa mattina.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Io portai la vita alta ed altezzosa. Tenni il freno ai cavalli svincolato, disprezzai i consigli, per pallidi che fossero, e garbati. Ora, nell\u2019antico suolo, dormo, spostando il sasso, valutando la mia origine binaria, atomi duri e combinati. Ci sar\u00e0 un modo per scoprire il ricordo ultimo. L\u00e0, fra gli altri, scovare combinazioni, modi pi\u00f9 sciolti e vivi, come se la coscienza potesse emergere e sgorgare. Tu hai pensato di riemergere e guardare. La coscienza non era nata, quando parti infime ed uguali formavano la diversit\u00e0. Per quella assenza di felicit\u00e0 ho viaggiato. Senti, senti, senti, quanto le cose dolgono sul cuore. Quando nessuno, dopo che \u00e8 nato, capisce l\u2019esistenza.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Misera misura<\/b>. Abito la misera misura dell\u2019uomo. Altro non posso. Alza il numero, non la misura. Finisco sempre l\u00e0, dove il diluvio si rapprende e il fiume trova il flusso, e gli animali giocano d\u2019amore sulle ultime spiagge \u2013 Dammi la stessa rampa da cui scesero, e poi mettili in salvo. Prima che il dipinto sbiadisca e le forme siano sconosciute. In un silenzio diritto risorgeva. E quell\u2019enorme peso scavalcava. Non per essere, ma perch\u00e9 fosse. Sotto il suono abitava. Il suono, una sirena con molti frutti intorno, e la salvavo. Su quella stessa rampa io volevo portare, anche forme inaudite, anche tesori, scintillanti quisquilie. Come \u00e8 evanescente di fronte alla morte, la morte!<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Vai, che la luna spinge i desideri, scuote i desideri, perch\u00e9 un\u2019anima scorre sotterranea. Come l\u2019acqua scorre ed affonda. Ma dimmi tu che l\u2019hai, perch\u00e9 non usi, vivace come l\u2019acqua, scorrere nel cosmo? Qui il luogo si disanima e scompare, qui il luogo attende. Perch\u00e9 allora scompare? L\u2019anima ti rincorre, cos\u00ec dissipata. Non quel che vivi dovrebbe essersi riempita! Dove la svuoti, a quale terra fertile e feconda? E la riverisco l\u00ec, in un vaso d\u2019argilla. Rudimentale arnese la parola, finch\u00e9 le percezioni non si trasmettono esatte. E, insieme, sia uno ed immortale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LIBRO 115 nel cosmo, un po&#8217; sospesi rivestiti di anima rigogliose creste d\u2019onda La coscienza e il funerale Il giudice finalmente si \u00e8 distratto. Tranquillamente stanno gli uomini guardando. Finalmente sanno stare nel cosmo, un po&#8217; sospesi. La nuova era s\u2019affaccia, dove \u00e8 stabile il destino. 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