{"id":222,"date":"2024-04-30T08:49:33","date_gmt":"2024-04-30T06:49:33","guid":{"rendered":"https:\/\/poetrypuzzle.it\/?p=222"},"modified":"2024-04-30T08:57:50","modified_gmt":"2024-04-30T06:57:50","slug":"libro-95-il-guscio-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/poetrypuzzle.it\/index.php\/2024\/04\/30\/libro-95-il-guscio-vuoto\/","title":{"rendered":"\u00a0LIBRO 95"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0LIBRO 95<\/strong><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il guscio vuoto<\/strong><\/h2>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 mi mostri i fatti? Non sono avido di gusci! \u2013 Ma non perci\u00f2 venivo sommerso \u2013 Si divise in due parti come l\u2019aragosta che immediatamente la mannaia divide e dove sei rimasta? Da entrambe le parti corri? Cos\u00ec quel sole, al di fuori mi attira \u2013 La vescicola infame si trafori; si riversi al di fuori e si afflosci \u2013 Cos\u00ec deplorevole e sgonfia. Il sole tocca e lambisce a striscio contemplando il suo stato. Caduta gi\u00f9 dal segno in un precipizio, non \u00e8 concesso d\u2019essere: cos\u00ec si tronca come era, non \u00e8, pensa nel volo. Si \u00e8 congiunta, si \u00e8 mossa e si \u00e8 staccata. Compimenti d\u2019eterno, frammentari \u2013 E cos\u00ec non essendo inconscia e sospesa, qual \u00e8 il luogo al risveglio: lo accompagno. Mi fa ricomparire qua e l\u00e0, rapito dal sogno. Vivo fra i pianeti come in una commedia leonardesca, tanto che se viaggiando fossero luna e sole, mobile compagine. E cos\u00ec fosse l\u2019avvenire, confinato nell\u2019immenso, nello scenario stesso farmi resistente. E vivo e fra la sua luna, come stelle viaggio e fosse sufficiente ad andare, come se i momenti uguali si ferissero per addizione ed eternit\u00e0! Ma, essendo uguali, le scavassero dentro, tornissero come un pezzetto di materia \u2013 Penso di bruciare presto la strada del ritorno e le sue mappe se gi\u00e0 non sono rotte. Le mappe delle stelle, le persone non vedo, non ci sono, ho per epoche un tratto lungo \u2013 Ho un registro furtivo dove riponevo e per anni, epoche e minuti \u2013 Dove conto il passato ed il restante \u2013 Dove, cantando, prego. Dove simulo di stare.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Pongo ostacoli e misura, pongo misure al vento &#8211; \/ Per un uomo la burrasca \u00e8 finita. Si leva un uccello a sorvolare, alto sopra le onde che non sente alto sopra gli spruzzi. E, prima che sia fermo, riattraversa il mare \u2013 Perci\u00f2 il mare \u00e8 noioso, quando non ha sponde \u2013 Prima che tu dicessi: e perch\u00e9 mai l\u2019hai detto? Prima che valicassi nebbia e coprivi uccidendo di cose ad una ad una. L\u2019alba di l\u00ec veniva e prese il primo raggio. Marciava, come in esso nascente, non amava n\u00e9 incamminava amore perch\u00e9 da nessuno era accompagnato \u2013 Aveva sorriso ai pochi che vedeva.. Se per certe vie discorre un vento secco, per altre si raduna. Ricordo dove i sentieri pallidi segnavano le strade \u2013 Dei lati di questa galassia tutto il succo si spoglia, si grana e si intrattiene. E comincio a bere appeso alla luna come in un cratere.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Ma con scarpe ammuffite, tutti quei morti indietro. Scrutando il futuro, 2 volte scrutando, faccio sogno per esso \u2013 Quanto le braccia abbracciano, quanto pi\u00f9 vive \u2013 Da qui poi riprova le vecchie strade \u2013 E mi accorsi che ero e che sapevo \u2013 In tutto quel confine vuoto, chi appartiene a domani, in cui si riversa miele elaborato, per conservare \u2013 Con forme e con trattati prendendo cose, le metteva dove, nel sacco \u2013 Ancora la pi\u00f9 ambigua, forza vitale, ancora prendo e chiamo e i giudizi, quanto si intrecciano i giudizi, in una stuoia da zerbino \u2013 Qui pongo il punto, ma poi ancor pi\u00f9 mi preme: dove si svestono le cose e si rivestono, dove ricominciano ad essere, qui fermi, dal punto, qui come uno scomposto cavaliere, fende la spada al vento, di qui dipana. Ferisco come oltre la nebbia e ferisco a caso. La stessa cosa pongo che cerco, l\u2019alimento o i giudizi mi scompongono, le cose belle sfumano, si afflosciano \u2013 Dopo lascio cose ammonticchiate \/ e poi perci\u00f2 lasciare, nelle righe composte \/ decomposto il suolo su cui tremo \u2013 Debole cuore, debole avvenire: a voi non affido volentieri \u2013 Datemi garanzie di fermo appoggio. Coi suoi occhi rovinati dal sole, b\u00e0lsami e unguenti riceve sotto le palme. Perch\u00e9 non si risveglia, perch\u00e9 risiede con le cose?<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 delle mandrie che devastano, pi\u00f9 belle locuste, pi\u00f9 degli elefanti che prendono foglie alte, ho visto uomini sciamare, salire anche colline sopra i boschi \/ e rompere coralli, lasciarli nella frana polverosa \u2013 Come si deforma il corpo a far da scudo, librando nella danza, mimando quello che non avviene \u2013 Come i pensieri devastano pensieri. E come li proteggi? Quando vivevano naturali e semplici nell\u2019orto. L\u2019innervazione fitta invade il capo. Protetti dalle azioni, gesticolando \/ cos\u00ec la nostra civilt\u00e0 basata sulla guerra, con i pensieri contro gli altri scagliati, ad avvelenare, indebolire \u2013 Togliere la funzione, togliere peso. Cos\u00ec dice che, per la guerra, presto evolve inganno, se manufatti di pace ho visto distrutti. Altro appare la vita quando sorge. Proprio oggi non voglio, non contengo \u2013 E cos\u00ec venne, felice, pieno, scostando i fasulli.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Il mio personaggio attendi, le cose non son pronte \u2013 Non \u00e8 il giorno che segue alla speranza, \u00e8 il pi\u00f9 cruciale, che tocco con passi lievi la neve \u2013 Le circostanze incedono a larghi passi, sorgono a passo leggero. Di dubbiose cose dammi l\u2019energia \u2013 Non \u00e8 per questo o quello, ma per la strada non giusta, del destino segui come la sonnolenza s\u2019accoglie e l\u2019intenzione e per questo venendo, che il futuro sbocci disarmato \u2013 Per miracolo uscendo di nascosto \u2013 Tutta mi devi dare la teoria, che la confronti, fatta di sussurri, di sospiri e di bugie, non \u00e8 il popolo giudice, n\u00e9 la convenzione. Non ebbe tempo la pallida a osservare la cripta dei santi (di dubbi, di sangue o di sospiri) \u2013 Ma sapere che voli non importa \u2013 Non \u00e8 quel giudizio valido in eterno \u2013 Non \u00e8 in un luogo utile, preposto \u2013 Col profumo del pane che vi sbreccia \u2013 Con grande leggerezza supera quei colli come fosse un uccello dalla libert\u00e0 che crea l\u2019essere e il destino. Di due connesse frodi cerco l\u2019attesa, e nulla \u00e8 giusto. Nulla smania per essere \u2013 Prende colore a vuoto \u2013 Nulla percorre a paga &#8211; \/ Aprono le valve al vento le conchiglie. Gli insetti respiravano col pieno addome \u2013 Dove riduce al vento, dove concilia non \u00e8 per il giudizio che agli uomini piace, che consiglio. Incise il solco coi buoi bianchi, come un\u2019asse, una leva che solleva la citt\u00e0 a leva \u2013 Fondano citt\u00e0 bene orientate cui il cosmo in bilico ha la precaria citt\u00e0, come su un dito \u2013 Solco profondo sotterra il solco primario. Io solo custodisco il vostro universo e il diritto di volgerlo sui cardini, disse il re.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Posta isolata la coscienza e chiusa, altre ne vede e immagina \u2013 Quando il cielo si incammina ad essere, facendo passi stanchi fra le nostre bugie. E dormiva sul fianco della roccia, astratto centauro, coraggioso. Questa \u00e8 la porta dei cavalieri: qui stavano a difesa appollaiati, qui il carbone del sole, la citt\u00e0 cos\u00ec fu fatta. Una via tetra ed oscura era ferita e aperta come un pugnale d\u2019ombre penetra ed espande. Dove la squarcia e luce accoglie. Femmina citt\u00e0 dal maschio sole e tutte le vie fredde sono altrove. Questa civilt\u00e0 nasce con il cosmo \u2013 Prende il cosmo e l\u2019abbraccia: e tu uomo stantio, che riconosci? Qui dove regge il cosmo ed \u00e8 nata la misura \u2013 Chi lo regge il prossimo universo, senza orientamento. Qui scav\u00f2 il solco, l\u2019aratro fecond\u00f2 la terra e intorno al centro si orientarono le cose \u2013 Immise nel solco cocci e vasellame rotto che ai duci piace calpestare \u2013 Cos\u00ec si \u00e8 creato chi non c\u2019era, l\u2019uomo a caccia di misura \u2013 Non sentieri incerti di animali, non efflorescenze tortuose di quei fiumi, non di poco girato, perso l\u2019orientamento poi, come le termiti nella Babele corrosa, perci\u00f2 piede diritto, spazio alla misura bene orientata. L\u2019uomo deve andare la mattina verso la sua ombra, e tornare la sera \u2013 Cos\u00ec perso fra fosse e le rivalse, attenuato e muto, tagliato a pezzi, da strade tagliato a pezzi. Io, nel mio cammino. correva parallela al foro una via stretta \u2013 Meno s\u2019affretta di quanto possa fare \u2013 Intorno gir\u00f2 il sole e l\u2019altre stelle, e intorno la sua ombra che s\u2019abbrevia \u2013 E svelto andava intorno sulla via parallela girandosi al sole, bruciando il sangue nelle vene. Lento era il moto delle braccia, e lentamente propagando, molto nervoso ricercava il sole. Ed io quando mi abbraccio, quando scendo pensoso, solco la terra \u2013 La conguaglio \u2013 A lei do l\u00e0 che porti alla terra la sua misura. Cos\u00ec pretendere che stiamo viaggiando ben composti \u2013 Seguendo che stia ben orientata e fragile com\u2019\u00e8, come una boccia che rotola ad urtare dritta e severa come il moto \u2013 Allacciata alle stelle e ricomposta per il prima ed il dopo \u2013 Astratta vita \u2013 Semplice e feconda \u2013 E io il suo perfetto e pi\u00f9 inclinato. Mi son fatte energie: le pi\u00f9 incoerenti. Se la terra s\u2019appende a questa fossa, al cardine primario, ed i nuclei pi\u00f9 antichi sono scissi. Nell\u2019isola sospesa tengo il cardine in mano, per essere come uno scettro delle mappe del cosmo. La mia anima fu fatta, pensata al cosmo. Alle recenti propagano le antiche vie, perdendo traccia, perdendo orientamento. Il cosmo si rapprende alla terra, per i suoi muti spazi: luminescente come il latte e ne consuma poco. Poco alla volta per generazioni \u2013 Qui stiamo aspettando che l\u2019anima si crei e abbia un nocciolo, faccia come sente \u2013 Veda, veda, pi\u00f9 di che vede, per miracolo sbocci, come ora sento un seme duro, tutto legno, senza germe. La coscienza non regge i suoi sostegni e non sta dentro ma non pu\u00f2 stare fuori.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 limpido il sole, non s\u2019affretta fra le strette case, cos\u00ec il pellegrino che veniva per le strette case \u2013 Lasciava monete vergini alla strada \u2013 Vuoto come un secchio \u2013 Nella sporta e, delizia del mondo, nuovi altari, di cui pi\u00f9 stabile si insedia nella via. <em>S\u00ec, s\u00ec:<\/em> dammi il riverbero sotterraneo del sole \u2013 A destra e a manca aprivano i negozi e contenevano spazi privi degli oggetti. Per poco si dissociano colori di giallo e azzurro sulle tele di ghiaccio, per gli aghi di brina; non s\u2019aspetta, e tessere colori, il ragno \u2013 Attento ai fiori ricercati \u2013 Cibo attraente e interposto inganno, che per raggiungere, muore. Consapevoli d\u2019essere sparsi, preservi nel cosmo, ora assenti, minuzie. Colori presi e rilasciati, alimento per pochi. Posando sull\u2019assenza delle cose \/ quello che erano e se sono state sono \u2013 Almeno in parte, bench\u00e9 priva, deprivata di coscienza, come gusci che si guardano da fuori e da dentro, un po&#8217; pi\u00f9 bianchi \u2013 Cosmo che stritola e contiene, che uccide e d\u00e0 valore, che scivola da scoscesi millenni sulle nostre povere cose \u2013 Noi vivi di ossessioni \u2013 Turbati solo dalla stranezza \u2013 Fascino che vieni in fluidi, scorrevoli sui nostri capi come in una doccia intensa che trattiene il respiro. Popoli assenti, che lasciano la morte e il soldo; posati nella terra, di maggior valore \u2013 Ricama, vita assente, le seguenti ricadute \u2013 Popoli assenti, freddi, senz\u2019armi \u2013 Senza vociare, senza ratto e schiamazzo \u2013 Dov\u2019\u00e8 deposta la sua guerra, la voracit\u00e0 mortale? Dov\u2019\u00e8, stretta fra braccia e gambe. L\u2019amore, come di ragno che avvolge nella seta dei gemelli, ad uno si ferm\u00f2 il cuore, ancora nel grembo. Quello che smette e quello che continua \u2013 L\u2019esistente e l\u2019inesistente convivevano in un\u2019unica germinazione: qualcuno non nasce; qualcuno, dopo esser nato, cessa prima o tace &#8211; \/ Ed il cosmo si avvolge e scende. Come della stessa seta, che uccide, il baco si avvolge \u2013 Cosmo ramificato, eppure unito, onde che ghermiscono le onde \u2013 Frasi le frasi e i colori sbiadiscono nell\u2019abisso scuro; nei pesci pallidi di grotta in una vasca piccola in penombra. Torture se confina e se comprime e se confina, lascia che espanda un poco, tanto pu\u00f2 poco, lasciato galleggiare e dagli l\u2019amore, che sembri un centro \u2013 Non lasciarti svanire, eppure se scappi \u2013 Come il fuggitivo, come il galeotto braccato, come se il cosmo fosse tuo ma pi\u00f9 ti allontani, pi\u00f9 prendi direzione. Ma se ti aggomitoli scendi di pi\u00f9 nel ristretto \u2013 Dunque, mendicante nel cosmo, pazzo e pellegrino, che fai? L\u2019alba \u00e8 rigida e chiude l\u2019anno in una croce \u2013 Non perde direzione \/ sta nel suo fare. Sangue scambiato fra il morto e il vivo. Alfine il sole scroscia sulle valli.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">La mia misera attesa posta di traverso a collimare solchi \u2013 A convertire il mondo col suo scettro attorno a cui ribalta. Era una punta, un picco infilato sull\u2019asse, per merito dell\u2019uomo, sulla sfera rotante, librante, lanciata a precessione per lo spin \u2013 Dove migra l\u2019uomo, dove? Pu\u00f2 andare e ritornare, nel pianeta stretti dobbiamo abitare \u2013 Il dominio che la pigli, a questo scempio di nuovo sono stato servile; il regno \u00e8 unico \u2013 Di qualcuno la prepotenza avanza \u2013 Mi frughi nell\u2019anima, spostando: diede fine alla fine, lasci\u00f2 che fosse. Tu ne vedi un valore, un\u2019abbondanza, un piacere. Disponi come \u00e8 giusto e dici \u201cbello\u201d \u2013 Disponi o vedi gi\u00e0 disposto, in abbondanza moderata come l\u00ec si potesse vivere \u2013 Cos\u00ec disarmonica \u00e8 la piega presa \u2013 Ho prodotto 3 scatole di filato, sono dietro all\u2019armadio, contengono broccati.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Discusse ombre che nessuno sa se ci sono o non sono, ombre che alla nostra mente sono scisse, ma traversavo lontane, e il pensiero non le prende, come migratori che sembrano estranei ma all\u2019anima affini. Il giorno ne conosce il sollievo delle stupide cose che disbrucia il sole, tutte si uniscono in un luogo., dove distese, foglie di tabacco, dove le brucia il sole incandescente, che le impallidisce. Destini inutili affossati appunto \u2013 Propagati come macchie \u2013 Come il disegno sono spaghi che impigliano il calore, come una farfalla mi apposto, per nutrirmi di luce che circonda \/ ma in una grotta: divoro il suo colore. Un ragno entrato a comandare l\u2019umanit\u00e0 dormiente, ha imparato a vedere coi suoi occhi, e siamo noi quei ragni, quegli estranei venuti \u2013 Guardiamo la realt\u00e0 come perplessi \u2013 Ed assenti nello stato di presenza \u2013 Colle sbarre io mi sento forsennato \u2013 Di tutto l\u2019universo il lieve peso, nebuloso e indicibile, provenienza dell\u2019essere, frutto esso stesso e succo di saturnalia folli, prendendo il colore a sforzo che si veda, che faccia sfoggio \u2013 Riprendendo il colore della vita \u2013 Riprendendolo in ampi spazi, in curve ombreggiature, lumeggiature, su cui piccoli giochi si intrecciano in allegria \u2013 Dove il fango dipinge su una stuoia lumeggiamenti alti con la creta \u2013 Sul quaderno si seguono le date. Non sono miti come sembrano, e secche, non sono che farfalle di giornata \u2013 Io ti credo, ti credo in un rigurgito d\u2019anni, essere sincero, essere un pasto di belve inesistenti, di paure gi\u00e0 morte che allora la morte paventavano alla vita \u2013 Che allora stretta difendevi. Qui nella nebbia stinta, dove farfalle non passano alla fame, la vita sembra da allora mai sgusciata, inchinata al gemello che si inclina \u2013 Inclinato, contorto e gi\u00e0 ferito, e gi\u00e0 ferito. Delle cento bisacce ripiene di fuffa, non trovo l\u2019una, che il continente avr\u00e0, forse il pianeta, restricted waves (<em>vedi libro contiguo<\/em>).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">\u00a0(s<em>egue<\/em>) \u00a0<em>No one foresees the pain <\/em>\u2013 Arrivato gi\u00f9 al bosco, disceso dove l\u2019acqua si acquatta, non si pu\u00f2 ricordare un\u2019immagine dopo l\u2019altra, senza una forma improvvisa che la ferma in armonia \u2013 Cosa posso riprodurre dei canti se non hai la voce \/ se l\u2019emozione \u00e8 svanita e non sei pi\u00f9 l\u00ec. Di l\u00e0 le poche cose portando gi\u00f9 \u2013 <em>Not much time passed and much<\/em> elapsed \u2013 Divaricato, bislacco, dove non molto sta nei vuoti segni \u2013 Azzurre, come le cose trascinate dal cielo. Non trovo infima soluzione \u2013 Ma lentamente culminando come ogni breccia di sole, per me la \\vita non era che una ribaltata catasta \u2013 Troverei libert\u00e0 se fossi un fiore, o un luogo aperto, dove fossero altri uccelli, insediati a vigilare su spazi aperti, luoghi comuni di sogni, vento di nord-est che cavalchi stalloni, per quali strade scorre scendendo \u2013 D\u2019essere vivo l\u2019impressione stentava, l\u2019aveva imbevuto. Come si imbeve un biscotto nel bicchiere metto le cose insieme come in astratto, come perdendo la conoscenza delle cose: so che da quei venti, da quegli immensi spazi, non ho garanzia; l\u00ec non mi fermo e allo stagno che sta dopo il percorso, l\u2019acqua. Credimi, ci sono cose abili e schiette. Che significa allora? Io mi preservo. Essere nell\u2019aldil\u00e0 come nel sogno, ora nello stesso oltre.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">A noi non resta che seguire la notte e risalire gli avi \u2013 Sottile come una piuma tracciare a pennello \u2013 Noi non si poteva dire se Venere precedesse e desse forza e vita, cos\u00ec luminosa, portandosi il colore fra le nebbie, ma veniva dall\u2019alba pallida Venere, veniva da tempesta striata &#8211; \/ Cercava che si vedesse vita &#8211; \/ O mio connubio non distolto, non tolto \u2013 Chiaro dalla notte appare il vento \u2013 E l\u2019erotismo \u00e8 misto, a te che fuggi dalla guerra, il tuo misto eroismo: la sconfitta si porta, ti rimane \u2013 Dalle sponde di cemento non saltava pi\u00f9 fuori il capriolo, che non aveva natura d\u2019acqua \u2013 Misto dalla sconfitta trabocco con l\u2019amore \u2013 Debole era l\u2019effetto, domani sparir\u00e0 \u2013 Ma non sai dove il sole, fra le nubi, cortesemente spunta, lo sai dall\u2019astrolabio, lo misuri e costruisci. Da allora sai e non ti interessa. Lo sai, cos\u00ec come l\u2019amore, lo cerchi e lo prevedi fra i compagni \u2013 Cosa c\u2019\u00e8 dietro l\u00e0, dietro le quinte, ristabilisci, nasci forma e rinasci \u2013 Al molteplice sole che s\u2019azzarda fai stesura e un tappeto \u2013 Ora che sai come s\u2019orienta, manca d\u2019esser vita \u2013 Dalla mia forza vitale ho insegnato \u2013 Perch\u00e9 cos\u00ec esile ed esiguo rimane il numero nascosto \u2013 Tutto intorno, dovunque il sole sale. Ma qui, dove tu sai essere, e l\u2019amore sboccia senza oggetto, e l\u2019amore concerne il suo sospiro, oltre infinite trappole, e l\u2019amore non vive se non fuori, oltre infinite trappole. Dove sorge la forza, levatevi di torno guardie moleste \u2013 Che fermate la maldicenza pi\u00f9 lontano \u2013 Quanto diradato l\u2019inganno, quanto perfettamente diradato, cos\u00ec invisibile \u2013 Rimargina la forza \u2013 Per questo teatro ve la mostro \u2013 Ciascuno ha libert\u00e0 di pensare e dire che ha pensato, non di quale colore a chi tiene i confini \u2013 Le idee, il giusto, sono pretesti, ma solo per la fame ed il saccheggio delle donne e dei pregi; di quei pregi traversi che adesso scopri di vedere diverso, purch\u00e9 regga la maglia, purch\u00e9 tenga il tessuto. Chi \u00e8 sconfitto pu\u00f2 presto penetrare nel cuore di chi \/ lo divora \u2013 Quello che vale del regno io terr\u00f2. Nessuno dalle piaghe colorate! Il delirio del mare io conosco, d&#8217;altronde un ricordo, vitali poppe da cui non esce pi\u00f9 latte ma marciume \u2013 Altro latte io prendo, altro amore \u2013 Stretta tomba fra voi che fate consiglio, l\u2019ultimo settenio datemi in paga \u2013 Il fondamentale e il superfluo qui ripasso \u2013 Rotto dagli avi in pezzi, cos\u00ec mal giudicato \u2013 Alba che risale, alba di solstizio che dividi in pezzi rotti, per cataste di avi \u2013 Ora un settenio nuovo, ora uno spiraglio d\u2019aria lascia alle sepolture \u2013 La terra \u00e8 marcia, emette amore marcio \u2013 Di qui vorrei degradare, per i gradini scivolosi toccare l\u2019umidore pi\u00f9 profondo e nero in quel luogo, essere soddisfatto. Per me ricostruire amore \u2013 Domani ti trover\u00f2, sole ripieno \u2013 E l\u2019amore che piange l\u2019abbandono, non \u00e8 anche stretto? Liberati ragazza dal dolore! Miasmi sono sparsi, ribaltano i giochi \u2013 Non son capaci d\u2019essere. La terra non assorb\u00ec pi\u00f9 l\u2019acqua (\u00e8 passato quel punto che \u00e8 tangente al sole) \/ sospeso sui tuoi gracili sospetti riappaio oltre, dov\u2019\u00e8 campagna aperta \u2013 I rimedi e i veleni stanno nel tuo fagotto \u2013 Allevia il male per un poco, dona cibo, il latte insipido pur nutre \u2013 Non c\u2019\u00e8 nella terra sangue a sufficienza \u2013 Non sangue contenuto, ma sangue sparso \u2013 Turgidi di miasmi gli abbeveratoi \u2013 E aggiunti al pianeta come le luci si aggiungono alla notte i pensieri avversi.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">L\u2019insetto punt\u00f2 volando al suo orecchio \/ calda era la morte che vedeva \u2013 Alba che scorri muta, muta cantando ancora un po&#8217; che scende \u2013 Ancora chi pu\u00f2 fermarlo? La profezia \u2013 Ma la profezia non governa, ma descrive, accetta la parola che prolunga il dio venuto in sogno \u2013 Io devo governare alzando la mano, l\u2019ombra togliere dall\u2019alba il suo percorso \u2013 Non hai ribaltato, dal tuo sacro intruglio, dagli angoli, dai gradi, dai tempi che si spezzano nel sole, dai pianeti, con tutta l\u2019attenzione alla sapienza, scienziato che non vedi sotto un graffio o una moneta, il corso tragico del sole che sale dal precipizio dopo la morte, non vedi una sola cosa, mirando al primo raggio \u2013 Tempo aspetto che punga, come all\u2019orecchio l\u2019insetto. Tutti cantando, pregando, si rialzano con un nuovo vento, gi\u00e0 abbaglia, pregando, che pregando si rialza dalla descrizione impotente, dalle nostre lingue marginali. Volando si rialza e trovammo la voce. Grida al raggio ferita \u2013 Al primo raggio la spegnesti in sacrificio, dicendo di governare, e il destino scambiare coll\u2019azione, colla morte in mano ti accorgesti come era potente l\u2019alba che annulla (l\u2019arma) \u2013 L\u2019arma istantanea che fa breccia al cuore e taglia l\u2019anima via a brandelli da ora alla sua vita \u2013 Distruggere \u00e8 potente, perch\u00e9 non chiedi tempo come l\u2019idea che si sferra, stracciare taglia il futuro, strappa il futuro in altri pezzi \u2013 La prima volta che fui: nascere, strappando involucri ed emergendo dal mare salino. Durante quel colpo ho esaurito la forza, attenuata, e non ho voluto agire \u2013 Avere parte all\u2019atto \u2013 Come ogni momento si fa brandendo morte dove si \u00e8 scisso il toro dal nerbo del collo? \/ Come raggiungere colla voce, poco dopo l\u2019alba \/ quando rauchi sono i profili e dove si ammaestrano i pensieri \u2013 Senza nessuna pace dagli atti cos\u00ec disturbati: ad anni alterni, invece di governare, impara cosa accade. Non puoi dirigere vittoria qui ai piedi di morte, distogliere se non morendo, uccidendo. O mio paesaggio intrinseco, sbrecciato, gli ultimi boschi ai campi sono sacrificati \u2013 Messo a dimora il cibo per il futuro \u2013 Se non hai partito che ti protegge, non osare ridurre le razioni, non tenere il tempo stretto nelle tue carni, non frustarlo alla fretta \u2013 Il tempo si rivolge dove vuole e traccia archi simili ai pianeti \u2013 Lascia il tempo descrivere stagioni \u2013 Neanche colla morte in mano la puoi \u2013 Sanguina la vita che non nasce, non irrora il futuro \u2013 Se luna non consente \u2013 Se i sospetti, allineati tutti in fila, miei soldati, dubitano sangue sotto ardenti sorrisi, e sangue sulle labbra, esagerato fiore \u2013 Ed altri orifizi, tutto penetra a scandagliare coll\u2019esatto angolo, se \u00e8 vita o morte \u2013 Penetrando in fondo, alimentati dal rosso turgore \u2013 Tutto questo sta sotto, replica imperturbato, vuole \u2013 La cavit\u00e0 non risuona, quante di colpe puoi emetterne il peania \u2013 Descrivi! Non governare! Trova il giusto \u2013 L\u2019etica spartita ad uno ad uno, come le pagnotte, e ciascuno andando ne mangia poco \u2013 Perci\u00f2 tutti possono stare, possono rimanere alla giusta distanza, allo spazio e al bosco \u2013 Il sole nei riflessi si raffredda toccando l\u2019acqua \u2013 Non darmi niente che non voglia. Non voglio moneta e non voglio pane \u2013 Il vento alto raffredda, trova cose \u2013 L\u2019erotismo dispaia. Guarda che accade \u2013 Dici che l\u2019amore ti fa fare. L\u2019amore non genera, ma sta accanto, dove nasce il pensiero \u2013 L\u2019amore si ricuce tutto intorno. Il vento, il sole, il sangue, incorniciati, per i tre colori in cui si scinde il bianco a sorpresa \u2013 Dentro il quadro sussiste dietro la tela nera o solo grezzo canovaccio \u2013 Siamo noi, nel semplice flusso calibrato, che dirigiamo la diversit\u00e0 e i grumi di realt\u00e0 si fanno fitti, ma distanti e iniqui grumi di materia, prima causa di diversit\u00e0 ma che noi alimentiamo ormai vivendo \u2013 Uccelli si incendiano nel vento \u2013 Oh mio peccato, oh mio peccato di brace che lo brucia \u2013 Attentamente appoggio un peso e lo governo \u2013 Voglio che tu sia schiavo, che tu sia mio schiavo \u2013 Risale l\u2019erotismo ribaltando cose, giorni di primavera anticipati, quando il sole si rialza \/ e l\u00e0 seguendo, prima del principio, ma il freddo tutto deve ancora imperversare \u2013 Ignobili insulti agli sconfitti, che puoi denigrare, perch\u00e9 all\u2019uomo in gabbia serve, decorato, ammirato, prestigioso, amato, purch\u00e9 posseduto, trattenuto il vinto, ma non libero, cos\u00ec serve, deteriorato, schiavo, amato \u2013 Pianeta ricoperto, che dai crateri emetti fuoco, per roccia fusa, fuso il tuo mantello ondulato, come acari o pidocchi \u2013 Stuoli dei vincitori. Anche la sapienza pu\u00f2 essere rubata. Il buio della pianta vespertina, il buio esangue della primavera \u2013 Quanto sei stato. Brucia di ombre al muro che il vento palpa \u2013 Ricorda quando scese uomo nobile e fiero, quando a salvarsi l\u2019insetto si interrava. Comprando scienza certa e la mostrava \u2013 Primavera insolita, acquattata nell\u2019inverno, tu mi dici che sia la morte che si indora, che vuole attrarci, dolce alla sua gabbia, arresa, vincitrice, ad essere pallidi, spenti e marginali. Vuol dominarci nel suo impero. Brucio d\u2019essere e cosa, brucio divenire e brucio di un amore marginale. Cos\u00ec il percorso \u00e8 felice e non s\u2019arrenda che dopo un dolce patto \u2013 Non credo che promesse, sogni infranti, miserabili sogni, terre rare \u2013 Io sono sconosciuto al mio destino: eccomi, piglia, imprigionami, vinci \u2013 Di quanto sia la morchia e la poltiglia della terra, distruggi anche le tracce. Cos\u00ec mi hai visto fare, venerare idoli incalliti, solo per essere, solo per lusingare questa vita \u2013 Per cui la notte nega alla vita la salvezza.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0LIBRO 95 Il guscio vuoto \u00a0 Perch\u00e9 mi mostri i fatti? Non sono avido di gusci! \u2013 Ma non perci\u00f2 venivo sommerso \u2013 Si divise in due parti come l\u2019aragosta che immediatamente la mannaia divide e dove sei rimasta? Da entrambe le parti corri? Cos\u00ec quel sole, al di fuori mi attira \u2013 La vescicola [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":230,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.3 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u00a0LIBRO 95 - Poetry Puzzle - Poema on line<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Racconto poetico che sfida la percezione convenzionale del tempo e della sequenza, il lettore partecipa alla ricostruzione degli scenari.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/poetrypuzzle.it\/index.php\/2024\/04\/30\/libro-95-il-guscio-vuoto\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u00a0LIBRO 95 - 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